Puglia, laboratorio di innovazione e sostenibilità: imprese, istituzioni e finanza a confronto sulle sfide dello sviluppo

La Puglia si conferma un territorio in fermento, capace di crescere e diversificare il proprio tessuto produttivo, superando in alcuni indicatori anche regioni tradizionalmente più forti come la Lombardia. È quanto emerso dall’evento che ha visto confrontarsi rappresentanti delle istituzioni, dell’industria, della finanza e dell’innovazione, con un focus sulle sfide e le opportunità per il sistema economico pugliese.

Crescita, resilienza e diversificazione: la fotografia della Puglia

Filomena Greco, giornalista, ha aperto il dibattito sottolineando come la Puglia mostri “crescita e capacità di resistere e diversificare”, citando uno studio di Banca Ifis secondo cui la regione eccelle in alcuni indicatori rispetto alla Lombardia, soprattutto per quanto riguarda il potenziale di export e il valore aggiunto manifatturiero.

Carmelo Carbotti, responsabile studi di Banca Ifis, ha fornito i dati: “In Puglia ci sono 270.000 imprese, pari al 4,3% del PIL nazionale. L’agroalimentare pesa per il 30% del fatturato regionale, ma la meccanica è cresciuta del 137% e la tecnologia del 157% tra il 2015 e il 2025”. Carbotti ha evidenziato come la diversificazione industriale sia un valore aggiunto, anche se l’export pugliese rappresenta solo il 2% dell’export nazionale, a fronte del 4,3% del PIL. Tuttavia, “il 49% delle PMI pugliesi esporta, quattro punti sopra la media nazionale, e il 16% sta allargando i mercati”. La sfida, secondo Carbotti, è aumentare i volumi.

Sul fronte della sostenibilità, il 72% delle imprese pugliesi ha adottato interventi in questo ambito, superando la media italiana e lombarda. Il cloud è diffuso nel 68% delle PMI (contro il 75% in Italia e il 79% in Lombardia). “Il 41% delle PMI si considera in crescita accelerata, il 59% valuta operazioni di crescita straordinaria come M&A”, ha aggiunto Carbotti, sottolineando che “la banca deve accompagnare le imprese nella trasformazione, non solo finanziare”.

Innovazione, competenze e attrattività: la ricetta per la competitività

Mario Aprile, presidente di Confindustria Bari e BAT, ha posto l’accento sull’importanza di innovazione e competenze come risposta agli shock energetici e strutturali: “L’innovazione e le alte competenze sono l’unica risposta agli shock energetici e strutturali”. Aprile ha ricordato che Bari ha registrato un +30% di occupazione digitale negli ultimi cinque anni grazie all’arrivo di grandi player internazionali, ma ha avvertito che “la Puglia deve aumentare la qualità tecnologica e il numero di brevetti, ancora troppo esili rispetto al potenziale”. Fondamentale, secondo Aprile, “aprire le fabbriche a talenti e centri di ricerca”.

Vito Leccese, sindaco di Bari, ha rivendicato i risultati della città: “Bari ha ora un tasso di disoccupazione del 3,9% contro il 5,1% di Milano; il 99% del territorio cittadino è coperto da fibra ottica”. Leccese ha però segnalato una grave emergenza abitativa, con difficoltà a trovare alloggi per i lavoratori, annunciando un piano straordinario da 80 milioni di euro per affrontare il problema.

Eugenio Di Sciascio, assessore della Regione Puglia, ha ricordato che la Regione ha attivato quasi 2 miliardi di euro nella scorsa programmazione e ha già superato il target nella programmazione 2021-2027. “La Puglia è terza in Italia per incremento in ricerca e sviluppo, dopo Bolzano ed Emilia Romagna”, ha detto Di Sciascio, sottolineando l’export in crescita (+15,2% nell’ultimo trimestre), soprattutto in settori avanzati come aerospazio, automotive e meccanica di precisione. La Regione lavora a una piattaforma integrata pubblico-privato per attrarre investimenti e rendere più efficienti i processi, ma permangono criticità nel sostegno bancario a micro e piccole imprese.

Energia, industria e ZES: le sfide strutturali

Nicola Delle Donne, presidente di Confindustria Puglia, ha denunciato l’assenza di una strategia energetica europea e nazionale, definendola “una situazione devastante per imprese e logistica”. Secondo Delle Donne, “serve una politica energetica basata su dati scientifici e non ideologici; la crisi energetica va affrontata come questione strategica, non solo ambientale”. Ha inoltre ribadito che “l’Ilva è un asset strategico nazionale, non solo pugliese; occorre rilanciarla e renderla ambientalmente accettabile”. Per Delle Donne, la reindustrializzazione della Puglia è prioritaria: “Il turismo non può sostituire l’industria, che può arrivare al massimo al 15-20% del PIL; senza industria si rischia la desertificazione industriale e giovanile”.

Sul tema degli investimenti, Delle Donne ha auspicato una strategia condivisa per attrarre investitori come partner industriali, non colonizzatori, e ha indicato come sfida la creazione di una cultura d’impresa e di crescita sostenibile per le nuove generazioni.

La questione energetica è stata affrontata anche da Augusto Raggi, responsabile Enel per il Sud Italia, che ha illustrato i dati sul fabbisogno energetico nazionale: “Il fabbisogno italiano crescerà da 311 TWh (2015) a 362 TWh (2030); oggi il 58% dell’energia è importata”. Il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) prevede di aumentare la quota di rinnovabili dal 42% al 63,4% entro il 2030, con 131 GW di potenza installata (oggi 80 GW, serve +50 GW). Enel investirà 21,3 miliardi di euro, di cui 5 sulle rinnovabili e 14,6 sulla rete. Raggi ha però segnalato che “il permitting è il principale ostacolo: servono 4,5 anni per autorizzare un impianto eolico e 1,2 anni per un solare; in Germania in 6 mesi sono stati autorizzati 9 GW, in Italia solo 0,5 GW nel primo semestre 2023”. Oltre il 50% della pipeline Enel sulle rinnovabili è in Puglia. Raggi ha anche annunciato investimenti nella riconversione dei siti industriali, come a Brindisi, dove è stata autorizzata la più grande BESS d’Italia (730 MW di potenza installata).

Sul tema della ZES unica nazionale, Di Sciascio ha osservato che “gli strumenti ordinari non funzionano; c’è il rischio di perdita di efficacia per il Sud se la ZES viene estesa a tutta Italia”. In Puglia, il 27% degli interventi ZES riguarda il turismo, il 23% l’agroindustria, mentre settori strategici come aerospazio e ICT sono sotto l’1%. “Serve riallineare la ZES agli obiettivi originari di innovazione e industria”, ha concluso.

Finanza, capitale umano e sostenibilità: leve per la crescita

Il tema dell’accesso al credito e della finanza alternativa è stato centrale. Stefano Ortolano, Head of Structured Finance di Banca Ifis, ha spiegato che la banca offre alle PMI e mid cap un approccio basato sulla conoscenza approfondita del modello di business, combinando strumenti finanziari in modo coerente con le esigenze di sviluppo. “I processi di aggregazione bancaria creano discontinuità e concentrazione del rischio, ma per le banche territoriali come Banca Ifis si aprono opportunità grazie alla conoscenza diretta delle aziende”, ha aggiunto.

Giovanni De Leo, Relazioni Imprese Sud-Est di CDP, ha ricordato che CDP “non è una banca ma un istituto nazionale di promozione che copre i gap di mercato, amplifica l’offerta finanziaria bancaria e favorisce la diversificazione delle fonti finanziarie per PMI e grandi aziende”. CDP offre strumenti anche per PMI con fatturato minimo di 5 milioni, tramite programmi di finanza alternativa come i basket bond, con ticket da 2 a 20 milioni e contributi regionali a fondo perduto fino al 50% dei costi di emissione.

Antonio De Vito, direttore generale di Puglia Sviluppo, ha sottolineato che “l’accesso al credito è oggi una questione di competitività”; la Regione ha investito 100 milioni di euro in fondi di venture capital, raddoppiati da co-investitori, per trattenere e attrarre talenti e sostenere la crescita delle startup. È in sperimentazione il venture debt con CDP.

Cristiana Rogate, presidente di REFE, ha evidenziato che “l’integrazione dei fattori ESG richiede un pensiero integrato, valutazione degli impatti nel tempo e governance solida; la sostenibilità è una leva strategica per ridurre rischi, cogliere opportunità e attrarre investimenti, non solo una questione di compliance”.

Esperienze d’impresa: innovazione, export e sostenibilità

Numerose testimonianze imprenditoriali hanno arricchito il confronto. Loredana Amoruso, AD di Predict, PMI innovativa pugliese, ha raccontato il passaggio dalla distribuzione commerciale alla produzione e ricerca, grazie anche a strumenti regionali. “La burocrazia è il principale ostacolo, servono procedure più snelle per ricerca e sviluppo, considerandole investimenti e non costi”, ha affermato.

Cristina Angelillo, CEO di Marshmallow Games, ha spiegato che l’azienda è nata in Puglia con l’obiettivo di creare app educative digitali per bambini, puntando subito all’internazionalizzazione e al mercato USA, “per la maggiore predisposizione all’acquisto di prodotti digitali, pricing più alto e tassazione più bassa rispetto all’Europa”. Le app sono state tradotte e doppiate in cinque lingue e il mercato USA si è confermato il più redditizio. Una delle principali sfide, secondo Angelillo, è “educare i genitori a un uso corretto e sano del digitale, non solo i bambini”.

Daniela Stolfi, direttore generale di Base Protection, ha illustrato il percorso dell’azienda nata a Barletta nel 2007, oggi con 300 dipendenti e 65 milioni di euro di fatturato. La partnership con un gruppo irlandese è stata attratta dall’innovazione di prodotto e dall’integrazione con l’abbigliamento tecnico della casa madre. “I brevetti sono stati determinanti per attrarre clienti internazionali, anche se il prodotto risulta più costoso rispetto alla concorrenza”, ha spiegato Stolfi, ricordando che “la mission aziendale è migliorare la vita di chi lavora attraverso l’innovazione, con attenzione a sostenibilità e benessere dei dipendenti”.

Capitale umano e formazione: la sfida del futuro

Sul fronte della formazione, Riccardo Di Stefano, vicepresidente per l’Education e l’Open Innovation di Confindustria, ha presentato due progetti: Orienta Presto, per ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro tramite orientamento precoce nelle scuole medie, e Decidi Presto, parte delle otto proposte di Confindustria al governo per un totale di 208 milioni di euro, con impegni di cofinanziamento e supporto operativo da parte delle imprese, in particolare per i dottorati innovativi industriali e il sostegno alle ITS Academy dopo il PNRR. “Il sistema ITS è destinato a crescere e a essere sostenuto, poiché forma supertecnici pronti alle sfide di AI e quantum computing”, ha dichiarato Di Stefano, auspicando una maggiore integrazione tra ricerca universitaria, spin-off e PMI.

Conclusione

Dall’evento emerge una Puglia dinamica, che punta su innovazione, sostenibilità e capitale umano per affrontare le sfide della competitività, con una forte attenzione al ruolo della finanza, delle istituzioni e delle imprese nel sostenere la crescita e l’attrattività del territorio.