• Il Sole24Ore

    29 ottobre 2026Roma

    Forum Sostenibilità 2026 – Focus Imprese

    Forum Sostenibilità 2026 – Focus Imprese

    Sostenibilità, innovazione e competitività: il Forum Sostenibilità 2026 mette al centro il ruolo delle imprese italiane

    La sesta edizione del Forum Sostenibilità, promosso dal Gruppo Il Sole 24 ORE, ha ribadito come la sostenibilità sia ormai parte integrante delle strategie d’impresa e della competitività del sistema produttivo italiano. Nel corso dell’evento, rappresentanti delle istituzioni, delle imprese e del mondo finanziario hanno discusso le sfide e le opportunità della transizione verde, sottolineando la necessità di una visione integrata che coinvolga tutti gli attori della filiera economica e sociale.

    Sostenibilità come leva di modernizzazione e competitività

    Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ha aperto i lavori sottolineando che “la sostenibilità per le imprese significa modernizzazione e rappresenta un fattore positivo e competitivo, non solo un costo”. Per l’Italia, che esporta un terzo della sua ricchezza puntando su qualità e tecnologia, la decarbonizzazione è un elemento distintivo e di valore aggiunto sui mercati internazionali. Pichetto Fratin ha poi evidenziato la complessità della modernizzazione della pubblica amministrazione rispetto a quella aziendale, affermando che “la burocrazia rappresenta un ostacolo maggiore nel settore pubblico che nel privato” e che il superamento di questi colli di bottiglia è una priorità per il governo.

    Il Ministro ha inoltre riferito della partecipazione italiana all’alleanza per il nucleare in Lussemburgo e delle discussioni sulla proposta della Commissione europea di unificazione delle reti energetiche, su cui l’Italia ha espresso riserve, sottolineando la necessità di adattare il sistema alle specificità nazionali, come il crescente peso dei data center nel Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC). Sul fronte dei rilasci di barili di gasolio, Pichetto Fratin ha precisato che l’Italia ha già rispettato l’impegno di marzo (400 barili), mentre altri Paesi sono in ritardo, e che l’accordo per un incremento coinvolge anche gli Stati Uniti, ma l’Italia chiede di completare prima gli impegni già assunti.

    Il ruolo delle PMI e la diffusione delle buone pratiche

    Maria Carmela Colaiacovo, Presidente del Gruppo Il Sole 24 ORE, ha ricordato che il Forum Sostenibilità promuove informazione, confronto e premi per valorizzare modelli replicabili e percorsi industriali innovativi, con il sostegno di partner istituzionali e privati. Sandro Pettinato, Vicesegretario generale di Unioncamere, ha fornito un quadro della struttura produttiva italiana: “Il 45% delle imprese ha un solo dipendente e il 65% ne ha tre”. Le aziende che investono in sostenibilità hanno incrementi di fatturato superiori, una propensione all’export del 25% contro il 10% delle altre e doppia attrazione di investimenti. Pettinato ha sottolineato che la diffusione di buone pratiche tra imprese è fondamentale per far percepire la sostenibilità come opportunità e non solo come vincolo.

    Ermete Realacci, Presidente della Fondazione Symbola, ha ricordato che “il 40% dei futuri posti di lavoro sarà legato al green” e che i settori in cui l’Italia eccelle, come yacht di lusso, giostre e vino, incorporano naturalmente sostenibilità e qualità, spesso senza incentivi o piani specifici. Secondo Realacci, la transizione verde sarà efficace solo se percepita come socialmente desiderabile, citando la crisi del metanolo nel vino come esempio di svolta verso la qualità e la valorizzazione del territorio.

    Economia circolare e innovazione nei modelli organizzativi

    Riccardo Piunti, Presidente di CONOU, ha illustrato come l’Italia produca un terzo del fabbisogno di lubrificanti tramite rigenerazione di rifiuti pericolosi. Durante la crisi di Hormuz, il valore delle basi lubrificanti rigenerate è triplicato. Piunti ha evidenziato che la circolarità in Italia è al 20%, contro il 12% europeo e il 2-3% di Svezia e Norvegia, ma che il riciclo dei rifiuti è ancora percepito come marginale. La governance consortile unica e indipendente è, secondo Piunti, fondamentale per la resilienza della filiera, soprattutto in periodi di forti oscillazioni economiche. “La vera innovazione nel settore è nei modelli organizzativi e nella verifica/misurazione degli standard, più che nell’intelligenza artificiale”, ha aggiunto.

    Infrastrutture, energia e filiere strategiche

    Pierfrancesco Latini, Chief Risk Management & Sustainability Officer e Chief International Officer di Acea, ha illustrato l’impegno del gruppo nella gestione di oltre 80.000 km di rete idrica, 1.400 depuratori e 32.000 km di rete elettrica a Roma, servendo 10 milioni di utenti. Acea sta realizzando il raddoppio dell’acquedotto del Peschiera con 1,5 miliardi di euro di investimenti e tratta 600.000 tonnellate di rifiuti all’anno nel VTE di Roma. Latini ha sottolineato che la sostenibilità è integrata nella pianificazione degli investimenti e nella creazione di valore economico, ambientale e sociale. L’innovazione, attraverso IA, automazione e robotica, è centrale per la resilienza delle infrastrutture, la riduzione delle perdite idriche e l’efficienza operativa. “La priorità di investimento per l’Italia nei prossimi 10 anni deve essere sulle infrastrutture idriche”, ha affermato, evidenziando la necessità di una visione di lungo termine e di un sistema regolatorio adeguato.

    Luigi Sampaolo, Responsabile Sustainability Strategic Frameworks and Stakeholders di Eni, ha presentato la strategia pragmatica dell’azienda, che unisce decarbonizzazione, sicurezza energetica e transizione giusta. Eni ha ridotto le fugitive di metano di almeno il 95% rispetto al 2018, avviato un impianto di riduzione del flaring in Libia, investito 2,5 miliardi di euro nella trasformazione della petrolchimica e sviluppato 6 GW di rinnovabili tramite Plenitude. Eni Live produce biocarburanti anche per il settore avio. Sampaolo ha sottolineato l’impegno nello sviluppo locale nei Paesi in cui opera, con un budget di 81 milioni di euro nel 2025 per progetti di accesso all’energia, acqua, istruzione e sanità. Dal 2011 Eni ha una policy sui diritti umani, ora integrata nel sistema normativo aziendale, con due diligence e Human Rights Impact Assessment nei progetti più rischiosi.

    Viviana Vitto, Head of Sustainability di Enel, ha confermato e rafforzato gli impegni di decarbonizzazione dell’azienda, certificati SBTi, integrando la sostenibilità come leva di competitività, resilienza e sicurezza nel piano industriale. “La sostenibilità è trasversale a tutta l’azienda e richiede collaborazione tra funzioni e con il sistema di imprese a livello globale”, ha dichiarato. Vitto ha portato esempi concreti come il riutilizzo delle batterie auto per sistemi di accumulo energetico, cantieri con risparmio e riciclo di materiali, sistemi di accumulo abbinati all’idroelettrico e il progetto EBICS per la tracciabilità dell’energia tramite blockchain.

    Sostenibilità e Agenda 2030: tra progressi e ritardi

    Enrico Giovannini, Direttore scientifico di ASviS, ha presentato i dati del rapporto 2026: solo il 15% dei target dei 17 obiettivi ONU sarà raggiunto a livello globale, mentre il 15% va in direzione opposta; il resto avanza lentamente o è fermo. Le cause principali sono guerre, cambiamento climatico e politiche contrarie alla sostenibilità. Gli Stati Uniti, ha ricordato Giovannini, hanno deciso di uscire dall’Agenda 2030. Tra le buone notizie, la crescita della finanza sostenibile in Europa, la competitività delle tecnologie energetiche rinnovabili e l’impegno di ONG e imprese. Tuttavia, il pacchetto “omnibus” europeo ha ridotto drasticamente il numero di imprese obbligate alla rendicontazione di sostenibilità e diritti umani, creando incertezza nei mercati finanziari. In Italia, l’indice complessivo dei 17 goal è cresciuto solo del 3% in 15 anni, meno del PIL, e il 58% dei target da raggiungere entro il 2030 non sarà centrato.

    Innovazione, filiere e nuovi modelli di consumo

    Danilo Devigili, economista, ha illustrato la “formula della sostenibilità” come manageriale e olistica, fondata su purpose, alleanze trasformative, innovazione, misurazione dell’impatto e responsabilità. Il mercato dei prodotti e servizi sostenibili vale già 7 miliardi di dollari e cresce più di ogni altro settore dopo quello tecnologico. Le imprese che investono in brevetti industriali di sostenibilità hanno fatturati e margini più alti.

    Davide Michele Chiarlo di Santander Consumer Bank ha ricordato che il 90% dei consumatori e l’85% della business community ritiene importante il raggiungimento dei 17 obiettivi Agenda 2030. Santander ha erogato oltre 170 milioni di euro in finanziamenti per auto elettriche a settembre 2026 e impegnato 174 miliardi di euro in prestiti e investimenti green dal 2019 al 2025. Dal 2026, il Codice del Consumo considera pratica commerciale scorretta le affermazioni generiche e non verificabili di sostenibilità: “la credibilità diventa vantaggio competitivo”.

    Lorenza Cipollina di Mondelēz International Italia ha spiegato che il 70% dell’impronta ambientale dell’azienda è nella filiera agricola. Dal 2015, il programma Harmony per il grano tenero sostenibile coinvolge oltre l’80% degli agricoltori ancora attivi nel progetto, ora certificato da Pro Terra Foundation. Secondo Nielsen 2024, il 48% degli italiani dichiara di voler comprare prodotti sostenibili, ma non è disposto a pagare di più; la sostenibilità è percepita come “fattore igienico”. Cipollina ha sottolineato l’importanza del local sourcing e il potenziale delle tecnologie per avvicinare i giovani alla filiera agroalimentare.

    Geopolitica e sicurezza energetica

    Giovanni Miraglia, analista geopolitico, ha osservato che il trilemma energetico vede oggi la garanzia di approvvigionamento come priorità assoluta, data la vulnerabilità delle catene di fornitura. Negli anni 2000, USA e Cina erano entrambi grandi consumatori e dipendenti da energia estera; oggi gli USA sono top esportatori di GNL e petrolio, mentre la Cina domina le tecnologie pulite e le filiere strategiche. L’Europa, con economie e mix energetici diversi, deve adattare il Green Deal alle nuove priorità di sicurezza e indipendenza energetica, trasformandolo in un “Security Deal”.

    Premi e buone pratiche

    Loredana Gulino del MASE ha definito il premio Impresa Sostenibile come strategico per le PMI italiane, che costituiscono il nervo del sistema produttivo. Paola Rusconi di Intesa Sanpaolo ha evidenziato che le PMI che investono in sostenibilità registrano crescita di fatturato e valore aggiunto per addetto, e che Intesa offre condizioni di credito migliori per investimenti sostenibili. Numerosi i premi assegnati a imprese e progetti innovativi, dalla trasformazione di una stalla in allevamento elettrico alimentato da fotovoltaico, al recupero di eccedenze agricole per l’inclusione lavorativa di persone con disabilità, fino alla prima mezza maratona italiana a impatto climatico zero.

    Angelica Migliorisi, giornalista, ha sottolineato che la sostenibilità è un concetto multisfaccettato che coinvolge dimensioni economiche e sociali, con imprese, consumatori e politica come protagonisti. Ha evidenziato l’importanza della collaborazione e sinergia, parole chiave emerse durante il forum, e annunciato che la prossima edizione del Forum Sostenibilità si terrà nel 2026.